Pianzano ha detto addio alla 23enne Gloria Barbaresco: "Una ragazza che parlava con il suo sorriso"

Un altare decorato con i colori dell’arcobaleno, mazzi di fiori bianchi, ma soprattutto quasi trecento persone, tra amici e parenti, presenti oggi pomeriggio a Pianzano nella chiesa di San Lorenzo Martire (nelle foto) per dare l’ultimo saluto alla ventitreenne Gloria Barbaresco, scomparsa mercoledì 16 maggio in seguito ad una complicazione della sindrome di Aicardi, malattia di cui soffriva dalla nascita.

Una cerimonia molto semplice e toccante per salutare Gloria, in una chiesa gremita, celebrata dal parroco di Pianzano, don Celestino Mattiuz, che ha esordito visibilmente commosso dicendo che anche il vescovo Corrado Pizziolo, che aveva conosciuto la ragazza durante una visita pastorale, non appena scoperta la tragica notizia ha telefonato per assicurare le proprie preghiere in sostegno ai familiari della giovane.

Durante l’omelia don Celestino ha ricordato Gloria come “una ragazza che parlava con il suo sorriso e i suoi occhi trasparenti, che aveva colto che la sua vita sarebbe stata in salita, ma che non aveva mai fatto pesare la sua malattia con lamentele, bensì amando e sopportando la propria condizione. Una testimonianza per tutti – ha continuato il sacerdote – perché Gloria ha toccato il cuore di molte persone con la propria storia, diplomandosi per di più a pieni voti al liceo scientifico Antonio Pujati di Sacile e continuando a lottare e amare la vita, con coraggio e bontà”.

“Un grazie anche ai genitori, Graziella e Daniele – ha concluso il parroco – che hanno sempre amato la loro creatura, dandole tutto quello che potevano e unendosi ancor più come coppia. Un grande ringraziamento anche a tutti i volontari e associazioni che hanno aiutato la ragazza e al personale medico e infermieristico dell’ospedale di Vittorio Veneto per le cure e l’affetto rivolti a Gloria”.

Anche un giovane amico della giovane ha preso la parola ricordando il grande coraggio di Gloria: “Una forza che lei possedeva, ma che noi spesso non sappiamo trovare”, seguito da una giovanissima alunna della madre di Gloria, Graziella, insegnante elementare alla scuola primaria Santa Sciesa di Godega di Sant’Urbano, che ha detto: “Cara maestra, tu ci hai insegnato ad andare avanti nelle prove della vita. Ora noi alunni ti staremo vicini nella preghiera”.

La cerimonia si è così conclusa tra le lacrime di molti dei presenti, ma anche con un segno di speranza finale: all’uscita della bara dalla chiesa, sono stati lasciati andare in cielo numerosi palloncini colorati e la salma è stata accompagnata in cimitero da uno scroscio di applausi. I genitori, inoltre, hanno voluto che le offerte raccolte durante la funzione venissero donate ad un’associazione a sostegno della sindrome di Aicardi, malattia rara che conta solo qualche centinaio di casi al mondo.

(Fonte: Anna Antoniazzi © Qdpnews.it).
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