A Codognè un nuovo "Centro Sollievo": sarà il quarto per la Ulss 7 dopo Cappella, Farra di Soligo e Godega

Codognè Centro Sollievo Ulss 7Si allarga la rete dei "Centri Sollievo" dell’Ulss 7, nati per dare un supporto gratuito alle famiglie che accolgono in casa persone affette da Alzheimer o da altre patologie del decadimento cognitivo. Dopo quelli aperti a Farra di Soligo, Cappella Maggiore e Godega di Sant’Urbano, anche Codognè avrà il suo centro. A gestirlo saranno i volontari della associazione “Medi@età”, che già curano i centri di Cappella Maggiore e Bibano, mentre quello di Soligo è gestito dall’associazione “Fabrizio Viezzer onlus”. 


Il "Centro Sollievo" di Codognè, che aprirà ad ottobre, avrà sede presso l’associazione “L’Oasi” composta prevalentemente da giovani, così da favorire una positiva sinergia intergenerazionale a favore delle persone anziane dei comuni di Codognè, Gaiarine e Vazzola.

Nel centro di Codognè, come già accade negli altri, verranno proposti agli anziani affetti da decadimento cognitivo momenti di socializzazione che sono per loro anche un’occasione per uscire dalla rete domestica. Il progetto sperimentale “Fare rete per i Centri Sollievo” è partito il 31 marzo 2014 ed è stato voluto dall’Ulss 7 in condivisione con il Coordinamento Volontariato Sinistra Piave e la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7.

"Ho seguito fin dall’inizio questo progetto e come amministrazione comunale ci siamo detti subito favorevoli", sottolinea Laura Busiol, vice sindaco e assessore alle politiche sociali e sanitarie del comune di Codognè. "Appreso della possibilità di aprire anche nel nostro comune un Centro Sollievo, ci siamo subito attivati per trovare una sede idonea e dare seguito a questa iniziativa. Riteniamo che questo progetto sia molto valido e di aiuto alle famiglie che vivono con un malato di Alzheimer in casa, dando loro un sollievo. Si tratta – aggiunge Busiol – di una problematica che non sempre emerge: le famiglie tendono infatti a gestire il tutto all’interno delle loro mura domestiche, chiudendosi, con il rischio a lungo di scoppiare. Il Centro per loro può essere davvero un ottimo supporto".

L’iniziativa verrà presentata venerdì prossimo 30 settembre nel corso di una serata con le associazioni e poi in successivi incontri con la popolazione.

"Nei comuni dell’Ulss 7 oltre il 20% dei cittadini ha più di 65 anni e si stimano circa 3.000 persone affette da patologie legate al decadimento cognitivo" entra nel merito il direttore dei servizi sociali dell’Ulss 7, dottor Giuseppe Bazzo. "Circa l’80% dei malati viene assistito a domicilio dai familiari fino alle fasi avanzate della malattia e per le persone affette da forme da demenza o morbo di Alzheimer e le loro famiglie i Centri Sollievo rappresentano un luogo accogliente nel quale volontari, preparati e formati al rapporto e all'assistenza, accolgono la persona malata per qualche giorno la settimana. Un luogo dove vengono svolte attività di socializzazione e stimolo per le abilità cognitive residue, adeguate alle condizioni di salute degli ospiti e al grado delle loro abilità residue, ma soprattutto permettono alle famiglie di avere spazio per un recupero di energie. Sono “oasi di accoglienza” che possono generare benessere sia per i malati che per le loro famiglie, supportandole nel carico assistenziale. I riscontri sono più che positivo - sottolinea Bazzo - e l’invito che ci viene fatto è quello non solo di dare continuità alle attività finora svolte, ma cercare di incrementarle".

Da qui dunque l’impegno per avviare il quarto centro a Codognè. I centri, dopo la pausa estiva di agosto, hanno ripreso le attività. Il primo ad essere attivato, nel dicembre 2014, è stato il Centro di Soligo, aperto ogni martedì e giovedì dalle 9 alle 12 e ospitato nella sede dell’associazione “Fabrizio Viezzer onlus” di via Conte. In campo quindici volontari della “Viezzer” che a turno garantiscono il servizio: agli ospiti vengono proposte attività diverse, dalle passeggiate alla cura dell’orto e degli animali da cortile, dai giochi come la tombola ai canti, oltre alla ginnastica e ad attività di tipo intellettivo.

"Notiamo molta ritrosia verso il progetto del Centro Sollievo da parte dei cittadini – ammettono i volontari - Forse a causa di poca informazione. In realtà - aggiunge Angelo Cremasco dell’associazione Viezzer - i famigliari di chi frequenta questo servizio trovano un grande sollievo e anche gli ospiti apprezzano questa occasione che permette loro di uscire di casa e fare attività diverse".

"Sono bravissimi questi volontari, ci fanno rimanere molto attivi, impariamo anche tante cose. Io sono sempre stata impegnata nel mondo del volontariato e frequentare il Centro mi fa rimanere attiva", dice la signora Lina, 83 anni ospite del Centro di Cappella Maggiore ospitato nella sede dell’associazione “Anziani e Amici di Cappella Maggiore” di via Giardino 2 ed aperto ogni martedì e venerdì dalle 8,30 alle 11,30.

"Alle 8,30 accogliamo gli ospiti – spiega Paola, una delle volontarie - un po’ di conversazione anche mirata e supportata da immagini per ricordare in quale stagione e mese siamo. Quindi viene indicata su un tabellone la data e una volontaria dà lettura di alcune informazioni relative al santo del giorno. Poi spazio alle varie attività, dai giochi per stimolare la memoria breve alle operazioni aritmetiche, dai lavoretti a mano ai racconti della propria vita".

Tra le iniziative anche lezioni di musicoterapia molto apprezzate e poi le uscite in paese. "L’auspicio per questo Centro – aggiunge Giuseppe Maset, presidente di Medi@età - è di poter avere una sede più ampia che ci permetterebbe di accogliere anche altri ospiti visto che le richieste non mancano".

Il "Centro Sollievo" di Bibano (Godega) è ospitato nella sede Avis: è attivo ogni martedì e giovedì dalle 8.30 alle 11.30. "Ogni volontario – testimonia Rose Marie, una delle volontarie – ha portato in questo Centro Sollievo una sua propensione, un proprio contributo, creando così molta vivacità durante le mattinate. All’inizio – ammette – c’era qualche timore per questa nuova attività di gestione del Centro, ma poi è stato più semplice di quanto si immaginava. In fondo – prosegue – è un po’ come trascorrere del tempo o interloquire con un nonno. Certo ci vuole pazienza, ma si tratta semplicemente di persone che faticano, chi più chi meno, a ricordare. Importante è saperli ascoltare e farli parlare. Stiamo bene con loro e questa attività ci riempie la vita".

Tutti i volontari che operano nei "Centri Sollievo" hanno seguito dei corsi di formazione organizzati dall’Ulss 7 e sono coordinati da professionisti del settore. "L’impegno comune – concludono i volontari - è quello di riuscire ad ampliare gli orari di apertura dei centri anche ad un pomeriggio a settimana, così da poter rispondere meglio alle necessità delle famiglie e degli ospiti. Invitiamo quindi la cittadinanza a venire a trovarci e a aderire come volontario, contattando le associazioni Viezzer e Medi@età".

Per accedere ai centri è necessario che il familiare contatti uno dei nodi della rete dei servizi - Centro per il decadimento cognitivo, medici di medicina generale, Servizi sociali dei comuni, Coordinamento Associazioni di Volontariato Sinistra Piave - per definire la diagnosi e concordare il percorso.

(Fonte: www.sinistrapiavevolontariato.org).
(Foto: web).

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