Follina, padre Edson rompe il silenzio: “Il mio desiderio è di fare il prete ma non con i frati”

A Follina e dintorni non si parla d’altro. Da quando lunedì scorso 22 ottobre, padre Edson, con un messaggio agli amici annunciava di aver lasciato il convento di Follina dei frati Servi di Maria, senza fare riferimento a decisioni riguardanti la propria vita sacerdotale, la notizia della sua partenza si è rapidamente diffusa provocando sentimenti di smarrimento non solo tra i parrocchiani, ma anche tra quanti lo conoscevano.

Boliviano, quarentenne, padre Edson si era inserito molto bene nel tessuto follinese, soprattutto tra i giovani. Vicario parrocchiale, assistente spirituale degli scout, coordinatore del catechismo e punto di riferimento per i chierichetti, inevitabilmente la sua improvvisa partenza ha scatenato una ridda di ipotesi.

Sulla vicenda è intervenuto il priore provinciale, fra Lino Maria Pacchin, con l’intenzione di fare chiarezza.

Una sua missiva precisava che padre Edson “ha lasciato la parrocchia con l’intenzione, a quanto ha detto, di lasciare anche la vita religiosa tra i Servi di Maria e il sacerdozio. A quanto mi risulta non ha compiuto ancora nessun passo ufficiale presso le autorità competenti, secondo quanto richiesto dal diritto canonico, ma mi è sembrato molto determinato in questo suo proposito, anche perché non ha ritenuto di accogliere le proposte che gli avevo offerto per prendersi un tempo di riflessione”.

Il priore provinciale chiude invitando i fedeli alla preghiera.

Una vicenda complessa che chiamava una presa di posizione ufficiale delle autorità ecclesiastiche, sulla quale ora interviene padre Edson, rompendo il silenzio di questi giorni: “Il mio desiderio è di fare il prete ma non con i frati. Ci sono state delle incomprensioni ma io non ho nessuna intenzione di lasciare la Chiesa e l’ordine sacerdotale a me concesso, perché mi sento tutt’ora chiamato da Dio. Ho lasciato la mia terra, ho fatto il mio percorso religioso e accademico. Forse padre Lino ha interpretato male le mie parole. In un colloquio personale con il vescovo Corrado l’avevo detto: non mi sento più frate ma un prete (secolare)”.

Padre Edson prosegue: “Oltre la vocazione e l’ordinazione ricevuta, secondo il codice di diritto canonico, in quanto religioso presbitero a tutti gli effetti, posso svolgere il mio servizio ministeriale solo se un vescovo mi accoglie. Il diritto canonico precisa che, se il religioso è chierico, l’indulto non viene concesso prima che egli abbia trovato un vescovo che lo incardini nella diocesi o almeno lo riceva in prova”.

Chiaro il pensiero di padre Edson che poi racconta di essere rimasto colpito in questi anni dall’opera pastorale, dalla semplicità e dalla coerenza di due sacerdoti recentemente scomparsi, don Eugenio Posmon e don Venanzio Buosi.

Padre Edson ci tiene a puntualizzare “il periodo di riflessione l’ho rifiutato perché era vincolato a proposte per me non accettabili”. E chiude precisando: “Mi sono sempre trovato bene con tutti, genitori, bambini, giovani, con gli scout, con gli amici della montagna e con gli alpini. Mi piace partecipare alla vita della comunità, per questo desidero fare il prete tra la gente”.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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