Farra di Soligo, trovata la grotta de la Crose: nella Grande Guerra fu un rifugio dai bombardamenti italiani

A circa un mese dal 4 novembre a Farra di Soligo è stata fatta una scoperta molto importante: la scorsa settimana è stata trovata la grotta de la Crose, salvifico rifugio per i Farresi che rimasero in paese durante l’occupazione austro-ungarica nel 1917-1918.

Un primo indizio era emerso negli studi storici condotti dal sindaco Mattia Perencin e da Massimiliano Guglielmi, che avevano riportato alla luce il diario di don Desiderio Calderer, parroco di Farra all’epoca della Prima guerra mondiale.

L’ecclesiastico, infatti, affermava che la grotta de la Crose, scavata nell’ultimo anno del conflitto ai piedi della ripida collina, poteva contenere circa un centinaio di soldati, civili di borgo Rialto, il sergente del Genio e il comandante austriaco locale durante i bombardamenti italiani.

“Fino alla settimana scorsa eravamo a conoscenza dell’esistenza di questa grotta ma non sapevamo di preciso dove si trovasse - annunciano don Brunone De Toffol e Mattia Perencin, con Marco Merello e Diotisalvi Perin (nella foto) - La settimana scorsa, accompagnati dai proprietari della casa vicina, l’abbiamo finalmente trovata e visitata. L’ingresso della grotta è alto circa 1 metro e 90 e largo circa 2 metri e mezzo, proseguendo lo spazio si allarga e poi la grotta piaga a destra per 7 metri, quindi a sinistra per altri 7. Al momento, all’interno ci sono molti detriti abbandonati, per questo l’obiettivo è ripulirla per renderla visitabile, vista la centralità che ha avuto per salvare dai bombardamenti italiani molti nostri concittadini”.

“Un ringraziamento particolare va alla signora Patrizia Callegari - concludono parroco e sindaco - residente in provincia di Como e proprietaria della casa vicina alla grotta-bunker. Il suo racconto di un terribile bombardamento della sua casa, in cui sua nonna Virginia Mori era rimasta cieca ad un occhio e sua zia Rosa Callegari era morta a soli 16 mesi, ci ha permesso di ritrovare un luogo della memoria molto importante per non dimenticare il dramma vissuto in quegli anni dagli abitanti del nostro Comune”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: Per gentile concessione di un lettore).
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