Gran gioia a Soligo per il ritorno alla devozione dei fedeli della statua restaurata di S. Antonio da Padova

L’avevamo lasciata un anno fa in partenza per Padova ed ora è tornata nel suo centenario capitello a nord dell’abitato di Soligo, restituita alla devozione popolare. Stiamo parlando della statua di S. Antonio, che dopo aver ricevuto un trattamento di cura e sistemazione secondo i classici criteri di restauro, è stata ricollocata nella bellissimo capitello a sua volta già restaurato ad opera degli abitanti del borgo.

Il dott. Flavio Scapin, si è offerto di eseguire le attività di restauro conservativo e del recupero delle cromie originali del manufatto che il tempo e le intemperie avevano alterato e danneggiato. E’ giusto chiarire che “restauro conservativo” non significa rinnovo o rifacimento, bensì recupero e reintegro delle lacune, al fine di creare un nuovo equilibrio visivo dell’opera che sia il più possibile vicino a quello originale, nel rispetto delle caratteristiche espressive e delle modifiche aggiunte dal trascorrere del tempo che ne sono comunque parte integrante.

Farra statua san antonio
Se escludiamo la perdita delle dita del Bambin Gesù avvenute per cause accidentali, il fattore che ha portato maggiori danni alla statua è l’umidità. Tutti i manufatti in gesso la temono, in quanto l’umidità li degrada per azione diretta di solubilizzazione del solfato di calcio con conseguente disgregazione dello stesso e alterazione degli strati pittorici di superficie, tanto che un simile S. Antonio esposto nella chiesa di S. Lazzaro dei Mendicanti a Venezia presenta la stessa tipologia di degrado rilevata nella statua solighese.

Le principali fasi operative dell’intervento di restauro hanno riguardato l’analisi dello stato dell’opera, la pulizia e l’asportazione di sostanze soprammesse di varia natura, la stuccatura delle lacune e ricostruzioni delle parti mancanti e la reintegrazione pittorica con rifinitura estetica. Una volta accertato che in passato erano state eseguite delle ridipinture con vernici sintetiche, si è provveduto a rimuoverle sia chimicamente sia con l’ausilio del bisturi, riportando alla luce lo strato cromatico originale. Si è poi proceduto al reintegro delle lacune e alla ricostruzione delle dita mancanti del Bambin Gesù. Come ultima fase è stata eseguita una rifinitura estetica protettiva al fine di uniformare e opacizzare la riflessione dello strato cromatico.

farra statua lavori
Tutto è bene quel che finisce bene, così il 13 giugno, il giorno in cui Santa Romana Chiesa ricorda Sant’Antonio da Padova, il santo nativo di Lisbona la cui devozione in Veneto è enorme, i solighesi potranno ammirarlo e pregarlo nella sua edicola, bello come gli antenati lo avevano ideato e realizzato.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto per gentile concessione di Flavio Scapin).
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