Aree Pip di Farra di Soligo, stamattina l'udienza al Tar: ancora nessuna sentenza emessa

Seconda udienza nell’arco della stessa settimana per il Comune di Farra di Soligo, questa volta davanti al Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Veneto.

È stata valutata oggi, giovedì 31 gennaio 2019, la richiesta degli espropriati delle aree Pip  di Col San Martino (nella foto) e Soligo di stabilire un commissario "ad acta” che controlli la gestione dei conti dell’ente.

L'obiettivo? Evitare spese che potrebbero essere accantonate per ripagare il debito verso gli espropriati attualmente pari a 9 milioni, esclusi gli 800 mila euro già vincolati nel bilancio comunale del 2019 e pronti ad essere versati.

Come accaduto lo scorso lunedì 28 gennaio davanti al Tribunale di Treviso, il giudice si è riservato di decidere e non ha emesso alcuna sentenza

Proprio lunedì, tramite il proprio legale, il Comune ha ritenuto che il pignoramento e l’obbligo coercitivo a pagare il debito fossero delle richieste nulle perché in contrasto con l’articolo 159 del Testo unico degli enti locali.

Questa mattina sono state ribadite le stesse argomentazioni, aggiungendo che il Comune non è affatto inadempiente come ritengono gli espropriati. Al contrario, da un anno e mezzo l’amministrazione si sta muovendo su tutti i fronti, al fine di saldare il proprio debito milionario in tempi ragionevoli continuando a garantire tutti i servizi al cittadino.

Maggiori precisazioni sono arrivate da Antonio D’Alesio, legale del Comune di Farra di Soligo. "Dopo che le ultime sentenze sono diventate irrevocabili - spiega D'Alesio - nel 2017 e quando il debito si è cristallizzato su dati certi, l’amministrazione comunale si è subito attivata per versare il primo milione di euro in cassa depositi e prestiti, altri 800 mila euro sono già pronti".

"Oggi il Comune - prosegue l'avvocato D'Alesio - ha fatto presente al Tar che si sta adoperando a tutto campo su vari fronti: dal dialogo con gli assegnatari al fronte politico, senza dimenticare che ci sono già state delle trattative economiche con gli espropriati, che essi non hanno preso in considerazione. In un anno e mezzo il Comune ha versato quasi 2 milioni di euro e, procedendo di questo passo, riuscirà a pagare il suo debito nel rispetto della legge”.

“Abbiamo inoltre fatto presente al giudice – chiosa il legale – che la nomina di un commissario ad acta non cambierebbe nulla, anzi siamo certi che farebbe la stessa cosa che sta già facendo l'amministrazione”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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