Farra di Soligo, primo round dell’udienza Comune-espropriati aree Pip: la sentenza non arriva

Due ore di acceso dibattito, data la complessità della vicenda, non sono bastate per arrivare ad una decisione definitiva. Ieri, lunedì 28 gennaio, si è svolta l’udienza sulle aree Pip di Col San Martino e Soligo riguardante la seconda ingiunzione di pignoramento ricevuta lo scorso dicembre dal Comune di Farra di Soligo (qui l'articolo). Il giudice, infatti, si è riservato di decidere, in modo da valutare con molta attenzione le richieste avanzate da accusa e difesa.

Il ventennale contenzioso con i privati, un mese fa, ha di fatto bloccato i conti della tesoreria comunale, determinando il taglio di tutti i servizi non essenziali.

Durante l’udienza è avvenuto un botta e risposta senza alcuna possibilità di compromesso tra i legali degli espropriati e la difesa del Comune. I primi sono convinti della validità del pignoramento, mentre i secondi sostengono la sua nullità.

Maggiori informazioni sono arrivate dall’avvocato Antonio D’Alesio, legale del Comune di Farra di Soligo, il quale ha affermato: "Noi riteniamo che le somme pignorate siano impignorabili perché non si possono confiscare fondi necessari a garantire i servizi essenziali al cittadino. Contestiamo anche la coercibilità della richiesta di pagamento avanzata dagli espropriati, perché, in base all’articolo 159 del Testo unico degli enti locali, un Comune non può essere obbligato a pagare delle somme a soggetti diversi dalla propria tesoreria, ma deve fare dei versamenti nella cassa depositi e prestiti".

Al momento non è dato sapersi quando il giudice scioglierà la riserva e darà una risposta positiva o negativa al Comune poiché non è soggetto a nessun obbligo. Quel che è certo è che Farra di Soligo continua ad essere "appesa ad un filo" con il rischio che, al contrario della rapida decisione del giugno 2016, quel filo possa spezzarsi.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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