Farra di Soligo, udienza caso Pip a fine gennaio. Il sindaco Nardi: “Chi ha creato il problema lo risolva”

Un unicum a livello nazionale: un Comune condannato a pagare 10 milioni di euro a dei propri cittadini, un pignoramento bancario alle spalle e un altro in corso.

È il caso atipico di Farra di Soligo, il caso ventennale delle aree Pip di Col San Martino e Soligo: le zone industriali che furono realizzate espropriando una quarantina di residenti nel 1998.

La settimana scorsa è arrivata la seconda ingiunzione di pignoramento e il Comune è di fatto bloccato: può garantire esclusivamente i servizi essenziali e non può impegnarsi in nessun altra attività, dalle opere pubbliche all’assistenza alle categorie fragili.

Ieri, martedì 11 dicembre, si è attivato anche il consigliere regionale Alberto Villanova, che ha portato il caso a Venezia, invitando il Consiglio regionale a non lasciare solo il Comune di Farra di Soligo ed a trovare una soluzione con il Governo per affrontare questa difficile situazione.

Da Farra di Soligo, al momento, non arrivano novità confortanti. Il sindaco Giuseppe Nardi (nella foto) questa mattina ha infatti affermato: “Aspettiamo l’udienza di fine gennaio 2019. Sarebbe ora che ci fosse un intervento serio da chi ha creato questo problema con la legge del 2007 (legge 127 del 3 agosto 2007, introdotta dal Governo Prodi II, ndr) con i vincoli del patto di stabilità comunale. È sempre questa la questione, se non verrà risolta ci troveremo sempre in difficoltà”.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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