Cordignano sconvolto per la morte di Remo Salatin. L'amico Bruno Polese: una perdita per la comunità

E’ un paese sotto choc Cordignano, dopo la notizia della morte dell’assessore e imprenditore vitivinicolo Remo Salatin (nella foto),  55 anni, caduto in un dirupo durante una battuta di caccia di selezione in Alpago nella zona del monte Venal.

Era in compagnia di altri due amici e colleghi cacciatori che conoscevano bene la zona, quando verso le ore 11 è capitato il tragico incidente e i due non lo hanno più visto lungo il sentiero che stavano percorrendo. In serata o al massimo domattina la magistratura di Belluno dovrebbe rilasciare il nulla osta per i funerali, che probabilmente saranno celebrati giovedì.

A Cordignano non c’è nessuno che non abbia conosciuto Salatin, anche per la sua militanza politica che risale agli anni ’90, prima all’opposizione e poi nelle maggioranza che negli ultimi 15 anni si sono succedute a Cordignano: dieci anni di assessorato e da vicesindaco con Roberto Campagna, assessore ai Lavori pubblici con Alessandro Biz in questo ultimo biennio. Sconvolti in Comune, sconvolti in paese, nella famiglia, dove non sanno capacitarsi della sua scomparsa.

In tutti ha lasciato sempre un ricordo positivo, poiché sapeva scindere quello che era il pensare e l’operare della politica da quello del rapporto umano che invece privilegiava, e di conseguenza riusciva a legare con tutti, anche per l’assidua presenza in paese in ogni occasione, ricreativa o di emergenza.

Come nell’alluvione di fine agosto, con il paese di Villa e il Capoluogo finiti sotto acqua. Ancora lo ricordano in azione ad ogni ora per aiutare, chiamare, fare intervenire: e i lavori eseguiti nei giorni successivi sulle sue indicazioni hanno poi contribuito a superare indenni i problemi nel recente nubifragio del 30 ottobre.

Per tutti il pensiero di Bruno Polese, del comitato contro la Centralina di via Tintori: “Avevamo un bel rapporto, ci aveva dato una mano nelle battaglie contro la centralina, anche mettendosi contro alcuni amici, ma era un uomo di parola. Lascia un grande vuoto in Comune e nella comunità, era un autentico vulcano, ricordo la sua grande disponibilità a mettersi al servizio del paese, non rifiutava mai il confronto”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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