Conegliano, sabato riuniti tutti i senegalesi del mondo: un dialogo interculturale all'insegna di pace e condivisione

Alla vigilia della Pasqua cristiana, la Zoppas Arena di Conegliano si è vestita a festa per accogliere le stoffe multicolori tipiche del Senegal. E proprio i senegalesi provenienti da vari Stati del mondo si sono riuniti sabato 20 aprile per il 24esimo convegno interculturale, organizzato dall'Associazione sportiva e culturale dei senegalesi di Treviso e Venezia, in collaborazione con la Federazione delle associazioni senegalesi nel Triveneto (Fast).

La cerimonia di apertura dell'appuntamento è stata preceduta da un incontro privato tra il sindaco di Conegliano Fabio Chies, l'assessore Floriano Zambon, la delegazione dell'Ambasciata e del consolato del Senegal di Roma e Milano, oltre ad alcune autorità del governo senegalese giunte per il convegno.

Due culture che si sono poste a confronto in un clima di convivialità e di reciproco scambio, destinato a perpetuarsi anche nei prossimi anni: l'accento è stato messo sulla necessità della condivisione e del mantenimento di un clima di pace tra i popoli.

Successivamente è avvenuta l'apertura formale del convegno, con i canti tipici senegalesi sullo sfondo, il tutto immortalato dalle telecamere dei media internazionali.

"Il mio saluto va a tutte le persone presenti e sarò molto breve: parlerò del ruolo della comunità senegalese in questo Paese. - è intervenuto Serigne Mansour Sy Djamil, vice presidente del parlamento e guida spirituale - Consideriamo l'Italia come il Senegal, perché questi due Paesi hanno tante cose in comune. L'educazione che la comunità senegalese ha avuto, le permette di andare dappertutto".

"Ho provato molto dolore di fronte all'incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi, città che conosco bene perché è dove ho studiato. - ha proseguito il parlamentare - E mi ricordo come sia l'architettura di Notre Dame che quella di San Pietro a Roma mi avessero veramente commosso".

In seguito la guida spirituale, in vista della Pasqua cristiana, ha approfondito la questione dell'unione con i cristiani. "Ovunque si vada in questo mondo - ha spiegato Serigne Mansour Sy Djamil - si va per mediare la pace. Ciò che non potremo ottenere con la pace, non potremo mai ottenerlo con la violenza".

Parole a cui sono seguite quelle di Fabio Chies, primo cittadino di Conegliano: "Grazie di essere qui oggi, per la città è importante essere qui riuniti a pregare per la pace. Siamo felici perché la comunità senegalese a Conegliano e in Italia è civile e leale. Ringrazio Floriano Zambon che ha iniziato la strada che vogliamo proseguire. Sono sicuro che nei prossimi anni saremo ancora qui".

"Si tratta di un percorso iniziato insieme - è stato il commento dell'assessore Floriano Zambon - e penso sia un vero punto di partenza. Prima mi è capitato di incontrare delle ragazze nate a Conegliano, trasferitesi poi in Inghilterra e ora tornate nella nostra città: un segno di quanto il mondo sia piccolo e nelle nostre mani".

"Da tanti punti di vista - ha aggiunto Zambon - non esistono più le frontiere, ma ce ne sono molte di culturali. La paura degli altri è segno di poca stima".

"Il diritto di essere differenti e il dovere di stare insieme", è la frase ripresa poi dallo stesso assessore, divenuta un vero mantra nel corso dell'iniziativa, durante la quale Chies e Zambon sono stati invitati a far visita in Senegal.

Successivamente è intervenuto anche un rappresentante del vescovo di Vittorio Veneto Corrado Pizziolo, il quale ha espresso, a nome della diocesi, l'augurio di una vita migliore, riprendendo la frase pronunciata da papa Francesco, "non lasciamoci rubare la speranza".

Una speranza di condivisione accolta dai tanti presenti al convegno, animati dall'entusiasmo di rivedere i propri connazionali, scambiandosi saluti, auguri e notizie. Un'atmosfera di convivialità che era possibile respirare pure all'esterno della Zoppas Arena, dove risultava allestito un mercatino ricco di spezie, abiti e copricapi tipici, oltre ai tradizionali rosari musulmani "sufi".

Un appuntamento dove condivisione, scambio tra popoli sono stati gli ingredienti principali di un dialogo interculturale.



(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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