Conegliano, asta a vuoto per il Melies, ma l'offerta di Fabris viene rigettata dal curatore fallimentare

L'offerta per i lotti all'asta è stata rigettata, non rispettava le modalità fissate dal regolamento. Nulla di fatto ancora dunque per Giorgio Fabris, patron del cinema Méliès, in via Giacomo Matteotti a Conegliano: non è riuscito a spuntarla nell'asta dei beni interni del multisala. Era fissata per le 11.30 di oggi, lunedì 11 febbraio, nello studio del curatore fallimentare Marco Crisanti a Treviso, l'asta degli arredamenti del cinema, ancora di proprietà della Lampostil srl, società fallita il 31 gennaio 2018 alla quale è poi subentrato il cinema Melies srls nella gestione del multisala. 

Come ha spiegato lo stesso Marco Crisanti, "Fabris non si è presentato in studio questa mattina ma aveva inviato un'offerta che è stata rigettata, in quanto non rispettava le modalità previste dal regolamento". Però non ci sono state altre offerte di eventuali acquirenti interessati.

"Per questo motivo  infatti  - ha spiegato Crisanti - non ho aggiudicato i lotti e ora dovrò consultarmi con il giudice per stabilire una nuova data per l'asta. Non sono ancora in grado di fornire delle tempistiche". 

Ma Fabris potrà riprovarci nonostante questo primo tentativo fallito? Secondo Crisanti sì: "Se presenterà una richiesta nelle modalità previste dal regolamento, potrà senz'altro partecipare alla prossima asta".

In ballo ci sono ben 158 lotti - tra cui frigoriferi, lavelli, stampanti e sedie da esterno - che risultano ancora all'asta. E stamane la base di partenza per le offerte era fissata a 400 mila euro. Per la scadenza dell'asta da circa 3 settimane il cinema rimane chiuso, con la giustificazione di una "manutenzione straordinaria". Comune, Ascom e opposizione avevano espresso le loro preoccupazioni nell'eventualità della perdita di un simile servizio, augurando la risoluzione del problema.

Tuttavia si dovrà ancora attendere per tracciare con certezza le sorti del cinema, mentre nel frattempo gli abbonati attendono di essere rimborsati, e manifestano giustamente le loro preoccupazioni.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it)
(Foto: Archivio Qdpnews.it)
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