È stata inaugurata oggi mercoledì, all’ospedale di Treviso, la Stanza di Jacopo, un ambiente dedicato ai familiari dei pazienti ricoverati nei reparti di Terapia Intensiva, un luogo accogliente e riservato per affrontare momenti di grande dolore e incertezza.
Si tratta della seconda Stanza di Jacopo del Ca’ Foncello, questa volta situata nell’area delle Terapie Intensive della nuova Cittadella della Salute, in una posizione strategica vicina a tutte e quattro le aree di Rianimazione, ovvero Terapia intensiva generale, neurochirurgica, cardiochirurgica e cardiologica, oltre che ai nuovi blocchi operatori e alle aree di interventistica radiologica e neuroradiologica. La stanza della Cittadella è dedicata a Lorenzo, un donatore di organi, per rappresentare tutte le persone che, proprio come Jacopo, prendono in vita l’importante decisione di donare i propri organi e tessuti per salvare altre vite.
Con l’inaugurazione di oggi, le “Stanze di Jacopo” attive nell’Ulss 2 Marca trevigiana salgono a quattro, dopo quelle già presenti a Treviso (prima stanza), Conegliano e Montebelluna. Progetto che continua a crescere: presto, infatti, le stanze diventeranno 6, con l’apertura di altre due “oasi familiari” negli ospedali di Oderzo e Vittorio Veneto. A tagliare il nastro, stamattina, assieme a Fausta Tocchio, mamma di Jacopo, il direttore generale Francesco Benazzi con la direzione strategica e il sindaco di Treviso Mario Conte. Presenti, tra gli altri, i primari delle Unità operative di Anestesia e Rianimazione, Paolo Zanatta, Cardiochirurgia, Giuseppe Minniti, Cardiologia, Carlo Cernetti, e Neurochirurgia, Giuseppe Canova, e i coordinatori delle Terapie intensive.
La Stanza di Jacopo è pensata per accogliere i familiari di pazienti ricoverati in Terapia Intensiva, che spesso devono affrontare lunghi periodi di attesa o momenti critici in situazioni di emergenza. Accedono alla stanza anche i familiari di persone sottoposte a interventi chirurgici, procedure in Radiologia o Neuroradiologia interventistica ed emodinamica. Molti di loro provengono dal Pronto Soccorso con urgenze come politraumi, infarti, ictus ed emorragie gravi, o da altri reparti per interventi salvavita.


Ogni giorno la Stanza di Jacopo offre un luogo di conforto dove recuperare le forze non solo per chi deve trascorrere ore accanto al proprio caro, ma anche per chi ha bisogno di un momento di raccoglimento dopo aver ricevuto notizie difficili che possono implicare il dover prendere importanti decisioni. Spesso, due-tre volte a settimana, accade che un familiare venga chiamato d’urgenza in ospedale e necessiti di una sistemazione temporanea per una o due notti. Per rispondere a queste esigenze la stanza, allestita in modo razionale ed essenziale offrendo il massimo confort e dignità, è dotata di:
- Divano-letto per il riposo
- Frigorifero, microonde e bollitore per bevande calde
- Generi di conforto a lunga conservazione confezionati singolarmente
- Tavolo con sedie, TV e riviste
La stanza viene utilizzata da una sola famiglia alla volta, garantendo un ambiente intimo e riservato.
Il costo per realizzare ogni stanza è di circa 3.500 euro, coperti grazie a donazioni private, inclusi i contributi 5 per mille, e ai fondi raccolti attraverso eventi benèfici. Una parte significativa delle risorse proviene dalle mostre di borse in tessuti pregiati realizzate da Fausta Tocchio: “L’amore spera oltre la morte… è così. Jacopo mi insegna in ogni momento e, oltre ogni mio limite, che l’amore non è ciò che ti aspetti di ricevere, ma la vita che sei disposto a donare. La sua generosità di donatore ha ridato il sorriso a molte persone. La Stanza di Jacopo è un luogo speciale, in memoria di mio figlio”, le parole della signora Tocchio.


“L’inaugurazione della nuova “Stanza di Jacopo” nella Cittadella della Salute è un segno tangibile di umanità e vicinanza a chi sta affrontando un momento di apprensione o sofferenza – ha detto Conte -. Si tratta di un’accortezza nei confronti delle famiglie, un gesto di solidarietà e amore che nasce dalla trasformazione di un momento di dolore. Un sentito ringraziamento alla famiglia di Jacopo, all’azienda sanitaria con il direttore generale Benazzi e a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa così preziosa per la nostra città e che testimonia come la collaborazione, la sensibilità e la condivisione possano portare ad iniziative particolarmente significative”.
Grazie al supporto dell’Ulss 2 il progetto continua a espandersi: “La Stanza di Jacopo è una vera nicchia d’amore – ha commentato Benazzi -, un’oasi di conforto per chi sta affrontando momenti di grave difficoltà. Il Veneto ha dimostrato grande sensibilità verso questo progetto e come Ulss 2 siamo orgogliosi di continuare a sostenerlo portando nei nostri ospedali qualcosa che non è strettamente sanitario, ma altrettanto fondamentale: un luogo di umanità, capace di offrire sostegno emotivo nei momenti di dolore, malattia e perdita. Ai familiari di Jacopo – ha concluso Benazzi – va il mio più sentito ringraziamento per dimostrarci come dal dolore possa nascere un’opportunità per aiutare gli altri. Questa stanza è un dono prezioso per i nostri ospedali e per tutte le famiglie che ne avranno bisogno”.


Il progetto
Il progetto de La Stanza di Jacopo nasce dalla volontà della famiglia e degli amici di Jacopo Corradi Tocchio, un ragazzo ligure mancato improvvisamente per una crisi asmatica nel 2010, a soli 21 anni, mentre si trovava a Londra. La sua famiglia ha fondato un’onlus con la quale sta realizzando negli ospedali italiani delle “isole di conforto” dedicate a chi si trova ad affrontare momenti di dolore.


(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto e video: Matteo De Noni)
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