Il dramma della migrazione commuove gli studenti del “Casagrande”

Un momento emozionante del musical “Sotto lo stesso cielo” del Liceo di Pesaro al Teatro Careni

“Voci in viaggio, storie di migrazione e integrazione”. Sono quelle di migliaia di uomini, donne e bambini che salpano dalle coste del Mediterraneo e attraversano il mare nell’auspicio di una vita migliore in Europa.

Storie di tragedie, ma anche di speranze. Come quella di Tareke Brhane, giovane eritreo, fuggito nel 2005 dal suo Paese. Oggi è il presidente del “Comitato 3 Ottobre”, un’organizzazione non profit fondata all’indomani del naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita 368 migranti.

La dirigente Gaetanina Da Fermo, il sindaco Soldan, l’ex dirigente Paolo Rigo, Tareke Brhane, l’assessore Hammouch e la docente Enza Carbone

Tareke è intervenuto lunedì sera 31 marzo nell’Auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo in un evento con varie testimonianze proprio sui temi della migrazione, organizzato dagli studenti della classe 5A Liceo scientifico, insieme ad alcuni alunni di 3D Lsa e 4B Lsu, dell’Istituto superiore “Marco Casagrande”.

Nella mattinata di ieri martedì 1° aprile al Teatro Careni gli alunni hanno assistito al musical “Sotto lo stesso cielo” messo in scena da un gruppo del Liceo “G. Marconi” di Pesaro, da tempo in tour attraverso l’Italia e l’Europa.

Uno spettacolo toccante e commovente, che rappresenta non solo un atto di denuncia contro le tragedie del Mediterraneo, ma anche un omaggio alle vittime e un messaggio di speranza e solidarietà verso chi è costretto a fuggire dalla propria terra per un futuro migliore.

Gli incontri si inserivano nel progetto Semi di Lampedusa, coordinato dalla professoressa Enza Carbone, cui da tempo l’istituto pievigino partecipa da una decina d’anni con vivo interesse.

Studenti e relatori della serata di lunedì

“La scuola – ha affermato lunedì sera la dirigente Gaetanina Da Fermo – è la prima istituzione con la quale i bambini e i ragazzi immigrati entrano in contatto, e quindi è chiamata a svolgere un ruolo centrale nel loro inserimento sociale e nel raggiungimento del loro benessere emotivo, intellettivo e relazionale. È attraverso l’istruzione che gli studenti stranieri hanno l’opportunità di imparare la lingua italiana, che rappresenta la chiave per l’accesso a tutti gli aspetti della vita: il lavoro, la partecipazione civile e politica, il senso di appartenenza alla comunità”.

“Oltre a ciò – ha concluso – la scuola offre un ambiente di socializzazione che favorisce l’interazione tra studenti di diverse origini, promuovendo il rispetto reciproco e la comprensione culturale. Le attività scolastiche sono anche uno spazio dove i giovani possono costruire relazioni e superare le barriere culturali”.

La serata di lunedì – moderata dal professor Paolo Rigo, già dirigente del Casagrande – è stata realizzata con il contributo della Città di Pieve di Soligo, per la quale sono intervenuti il sindaco Stefano Soldan e l’assessore Mohammed Hammouch. Era presente anche l’assessore all’istruzione Valentina Lucchetta.

“Grazie a questo percorso dell’Istituto Casagrande – ha detto il sindaco – siamo vicini alle dinamiche dei popoli che si spostano per bisogni economici e sociali. Un fenomeno sempre esistito, per cui non riesco a capacitarmi delle letture “razziste” della migrazione”.

“Oggi – ha osservato Soldan – abbiamo il riferimento del progetto della Costituzione europea, da difendere con forza, che ribadisce l’unicità dei popoli e il lavoro insieme per costruire la comunità e creare sviluppo. La pace non si fa con i dazi o l’occupazione, ma con la volontà dei popoli di sostenere un’idea di amicizia, cooperazione e sana competizione”.

“Ringrazio l’Istituto Casagrande – ha concluso – per questo lavoro di integrazione, che continueremo a sostenere. Impariamo a costruire l’Italia a partire dall’Europa”.

L’intervento di Tareke Brhane a Pieve di Soligo

L’assessore Hammouch è intervenuto sia lunedì sera sia martedì mattina, sostenendo l’importanza del servizio e della partecipazione attiva nel territorio e nelle comunità che sono meta delle vicende migratorie.

Don Mirko Dalla Torre, responsabile dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Vittorio Veneto, ha ricordato che le Sacre Scritture presentano la memoria di esperienze umane essenziali, come la migrazione e l’accoglienza degli stranieri, tema al centro anche delle parole di Gesù negli episodi del Vangelo.

Il sacerdote ha anche messo in luce la vicinanza ai migranti da parte di Papa Francesco, che andò a Lampedusa nel suo primo viaggio ufficiale da pontefice e che ha rivolto in più occasioni appelli per chiedere giustizia, solidarietà e rispetto dei diritti umani per i più fragili.

(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: Qdpnews.it e Istituto Marco Casagrande)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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