A fuoco un garage a Colle Umberto, in fiamme l'auto del figlio dei due coniugi morti nel rogo (gallery)

Colle Umberto Garage a FuocoNotte di tragedia in via Dei Cinti a Colle Umberto, dove nella notte hanno fatalmente trovato la morte due anziani coniugi, Emilio Alpago, di 80 anni, e Antonietta Siracusa, di 75, deceduti dopo aver inalato i fumi saliti nel loro appartamento e causati dal rogo scatenatosi nel garage, dove ha preso fuoco l’auto del figlio.

Gianni Alpago, figlio 45enne della coppia e maresciallo dei Carabinieri di Bolzano, si era recato dai genitori ieri sera per far loro visita, ed aveva posteggiato la propria automobile nel garage della palazzina, come era solito durante la sua permanenza a Colle Umberto. Durante la notte, intorno alle 5.30, Gianni è stato chiamato dai vicini, i quali avevano sentito degli strani rumori provenire dall’interrato della casa dei coniugi Alpago: il figlio, come ha testimoniato Max D’Arsiè, vicino della coppia, "ha dapprima pensato che si trattasse di ladri, ma quando è partito l’allarme collegato ai sensori di fumo, abbiamo tutti compreso che si trattava di un incendio".

Il maresciallo Alpago, infatti, ha rinvenuto la propria auto in fiamme, che avevano già avvolto l’intero garage: "Io e Gianni abbiamo tentato di spegnere il rogo con le pompe d’acqua che abbiamo nel giardino, subito rivelatesi insufficienti per domare l’incendio. Anche l’utilizzo di ben due estintori non ci ha consentito di controllare le fiamme" ha dichiarato D’Arsiè. Proprio nella concitazione degli eventi e nel panico causato dal fuoco, il figlio potrebbe aver lasciato aperte le porte sia dell’appartamento, sia del vano scala, consentendo alla nube nerissima e densa propagatasi dal garage di raggiungere l’abitazione della famiglia Alpago, causando la morte di Emilio e Antonietta.

Secondo una prima ricostruzione, al figlio Gianni sarebbe stato impossibile tentare di salvare i genitori a causa del fumo, che, come hanno affermato alcuni testimoni, aveva ormai saturato tutti gli ambienti interni, dalle scale all’appartamento. La porta esterna della casa era chiusa, impedendo al figlio di correre in soccorso dei coniugi. Quando la porta è stata abbattuta, era ormai troppo tardi. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco di Conegliano, Vittorio Veneto e Treviso, con un dispiegamento di una quindicina di uomini, ma non c’è stato nulla da fare per la salvare le due persone. "Le fiamme che uscivano dalla bocca di lupo erano alte un metro, l’incendio e il fumo si sono propagati con velocità dirompente, una situazione terribile. Gli scoppi delle gomme sono stati fortissimi. La tromba delle scale ha agito da camino, intossicando i due anziani", testimonia D’Arsiè. Il secondo piano della palazzina, dove sono stati ritrovati i cadaveri, non è stato toccato dalle fiamme, circoscritte al garage.

Il figlio Gianni, subito assistito dall’auto medica, ha riportato delle ustioni, ed è stato trasportato in stato di shock all’ospedale. Emilio e Antonietta vivevano da 12 anni in via Dei Cinti, erano stimati e benvoluti in tutto il quartiere: l’uomo, però, da tempo non godeva di buona salute, e non usciva più dalla propria abitazione. Entrambi avevano lavorato in Canada, ed erano considerati "una delle migliori famiglie del borgo", assicurano i vicini.

Intanto Massimo Benincà, ispettore dei Vigili del Fuoco di Treviso, ha fatto sapere che "sono in corso le indagini per stabilire le cause dell’incendio. In un garage ci possono essere vari elementi scatenanti, e non è possibile, per ora, parlare di semplice autocombustione". Lo stesso ispettore ha fatto notare che le porte del garage erano di legno: "Probabilmente, se fossero state di ferro, l’esito sarebbe potuto essere diverso".

Il sindaco di Colle Umberto, Edoardo Scarpis, ha così commentato la vicenda: "Gianni è distrutto, anche se non avrebbe potuto fare di più di ciò che ha fatto". Lo stesso primo cittadino ha poi messo a disposizione un appartamento di proprietà del Comune per ospitare la famiglia che dimora al piano terra, il cui appartamento rimane per ora inagibile.

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(Fonte: Roberto Silvestrin © Qdpnews.it).
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