Colle Umberto, entra nel vivo il processo per la morte dei coniugi Alpago in un incendio, oggi sentiti i primi testimoni

E’ entrato nel vivo il processo per la morte di Emilio Alpago, 81 anni, e della moglie 74enne Antonia Siracusa, soffocati dal fumo dell’incendio della loro casa di via dei Cinti a Colle Umberto, la notte del 16 marzo 2016. Alla sbarra con l’accusa di omicidio colposo ci sono il figlio della coppia, Gianni Alpago carabiniere in servizio in Trentino Alto Adige, e i fratelli Pietro e Giovanni e Dotta, soci dell’Immobiliare “Da Vinci”, proprietaria e committente dell’immobile (Tarcisio Dotta, legale rappresentante della società, ha già patteggiato una pena di un anno). Ieri in aula sono sfilati i primi testimoni: vigili del fuoco, medico legale e i vicini di casa della coppia che quella notte diedero l’allarme.

I soci dell’Immobiliare, difesi dagli avvocati Barbara Camerin, Silvia Biscaro e Roberta Miotto, sono accusati di non aver installato le porte tagliafuoco con anima in acciaio e chiusura automatica previste dalla normativa antincendi per le rimesse e i garage, ma solo normali porte in legno. Al 47enne, difeso dall’avvocato Sabrina Dei Rossi, viene invece contestato di essere corso in garage, lasciando aperta la porta sulle scale che conducevano all’appartamento.  E anche di essere uscito dal portoncino d’ingresso senza avvertire i genitori e di aver aperto il basculante del garage alimentando così le fiamme e il fumo che era salito nell’appartamento soffocando Emilio e Antonia Alpago.

(Fonte: M.C. © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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