Colle Umberto, Edoardo Scarpis dice basta: "Fare il sindaco è sfibrante, a maggio non ci sarò alle elezioni"

Dopo l’annuncio del sindaco Roberto Tonon di Vittorio Veneto, anche Edoardo Scarpis (nella foto),  primo cittadino di Colle Umberto alla guida della lista civica Progetto per Colle Umberto dà forfait per quanto riguarda la candidatura al secondo mandato.

Una notizia che non ha reso felici i suoi collaboratori e la giunta che lo sostiene, ma di cui ne hanno preso atto, come conferma il vice sindaco, l'avvocato Sebastiano Coletti: “Lo abbiamo saputo da pochi giorni anche noi, assessori. E’ un argomento che non abbiamo ancora affrontato, ci siamo guardati dandoci un appuntamento in breve per vedere il da farsi. Il sindaco più volte aveva manifestato la sua intenzione comunque, e obiettivamente il mestiere di sindaco è stancante al massimo. Lo capiamo, ha dato anima e corpo per il Comune. Per quanto riguarda gli altri fronti, dei 5 Stelle non ci sono notizie: dopo le dimissioni di Ezio Marani, non si è presentato più nessuno. Il centro destra sta lavorando a sua volta”.

Ma la civica che sostiene questa amministrazione sta cercando di riorganizzarsi e qualcuno pensa a Coletti stesso: “Ho ricevuto qualche input - conferma l'attuale vice sindaco - ma è un grosso impegno, e per motivi professionali non potrò accettare. Poi le elezioni bisogna vincerle. A breve si ritroveremo per un bilancio e per pianificare, vedere chi sarà delle partita e chi no. Poi il candidato sindaco verrà di conseguenza”.

Niente bis dunque per Colle Umberto, l’unico Comune che da mesi decide senza il supporto e l’opposizione della minoranza, dimessa in blocco. “Ma non per questo è stato meno difficile governare – attacca Scarpis, deciso a lasciare l’agone politico – e la mia è una decisione che parte da lontano. Può ricandidarsi chi non conosce come funziona veramente la gestione del paese. Nei Comuni piccoli è difficile, c’è l’impossibilità di assumere, la mobilità, i rischi che si corrono per ogni atto perché i dirigenti si parano subito le spalle. E’ più facile dire no che non un sì. I costi delle opere che vanno alle stelle, perché ci vogliono cinquantamila progetti e attestazioni, e ogni ente vuole mettere la sua pezzetta. E poi ci si chiede perché le opere pubbliche costano care".

"Alla lunga uno, anche se vuole cambiare le cose, si stufa a lottare contro ogni difficoltà e si sfibra: come nel mio caso - rimarca Scarpis -  E poi ho fatto due mandati da sindaco (il precedente dal 2004 al 2009, ndr), uno da consigliere e uno da assessore. Ora tocca ad altri”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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