Colle Umberto, i consiglieri comunali di "Per la continuità" si dimettono per "scuotere le coscienze"

Lunedì scorso si è dimesso il gruppo di minoranza "Per la continuità" durante l’ultimo consiglio comunale di Colle Umberto. A lasciare il posto sono tre consiglieri: Giuseppe Donadel, ex sindaco di Colle Umberto, Enos Baggio e Dario Fadelli (nella foto).  Nessun altro della lista "Per la continuità" si renderà disponibile per prendere il posto dei tre consiglieri dimissionari.

"È una presa di posizione forte per scuotere le coscienze di chi rimane in consiglio – annuncia Giuseppe Donadel – Nel bilancio consuntivo 2017 risulta una cassa di un milione e mezzo: non sono stati bravi perché hanno risparmiato, semplicemente non hanno fatto nulla. Questo importo è tre volte l’addizionale Irpef derivante dalle tasse pagate dai cittadini, i quali non ottengono servizi in cambio. Gli interessi, tra l’altro, non vanno al Comune ma allo Stato".

Gli ex consiglieri accusano, inoltre, la giunta di non aver fatto nulla per rivalorizzare Colle Umberto: "Tutti i Comuni vicini si sono attrezzati per incentivare il turismo e fare attività per il territorio, mentre noi siamo fermi – continua Donadel - A fine 2014, quando il mio incarico da sindaco è finito, hanno approvato il piano turistico che avevamo redatto noi e hanno continuato per due anni con convenzioni e delibere sempre fatte da noi. In questi quattro anni non hanno creato sviluppo – e conclude - Nel bilancio preventivo del 2018 ci sono dei soldi che alla fine rimarranno lì perché sono in disaccordo su come spenderli".

Da parte sua il sindaco Edoardo Scarpis ribatte così: "L’avanzo di cassa è dovuto un po’ a entrate straordinarie e un po’ al fatto che sono state traslate delle opere dal 2017 al 2018. Con le nuove normative ciò che non hai fatto comporta un avanzo per l’anno successivo: sembra eclatante, ma tutti i Comuni si devono adeguare – spiega Scarpis – Ci hanno anche detto che manca personale durante la riunione del consiglio, ma non è colpa nostra se ci sono maternità o pensionamenti. Le nuove normative ci impediscono le assunzioni subito, che vanno invece fatte l’anno successivo. Anche sostituire una persona per un periodo non è facile, ci sono dei vincoli da rispettare: purtroppo sono atti burocratici che rallentano e che non esistevano fino a qualche anno fa".

(Fonte: Francesca Rusalen © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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