Cappella Maggiore, unione, fusione o autonomia? Dopo il convegno toccherà alla politica e alle amministrazioni

Accorpamento, unione, fusione, in tempi di magra come questi per i piccoli comuni soprattutto fare qualcosa in questa direzione diventa quasi una necessità. Con sfumature diverse, messe in evidenza dai relatori al convegno (nelle foto) organizzato dai giovani di Nuova Voce di Cappella Maggiore, aperto alle comunità di Cappella Maggiore, Sarmede e Fregona, per le quali da anni si parla di ipotetiche sinergie, e dal titolo "Unione, fusione, o autonomia comunale?".

Presenti tra il pubblico il sindaco di Sarmede Larry Pizzol e quello di Cappella Maggiore Vincenzo Traetta, hanno ascoltato le relazioni e gli appelli, hanno condiviso proprio la necessità di migliorare servizi e ottimizzare risorse senza perdere il principio di identità locale, al quale la gente dei paesi ancora oggi è molto attaccata e di cui bisogna tenere conto. Chiaro che parlare di questi argomenti in un territorio dove tra tre mesi circa due comuni su tre andranno a nuove elezioni, richiede che il tavolo debba riprendere più tardi.

Comunque Umberto Soccal, sindaco di Alpago, ha potuto illustrare una positiva esperienza nel bellunese che data ormai tre anni e che dopo la fusione di Farra, Puos e Pieve d’Alpago, con municipio a Pieve e uffici decentrati negli altri due ex comuni, ha portato solo benefici. La fusione era voluta dall’80 per cento della popolazione che ha partecipato al referendum.

Cappella maggiore incontro fusione pubblico

Per l’unione di comuni ha parlato Matteo Guidolin della Marca Occidentale, unico esempio in provincia di Treviso che vede Loria, Riese Pio X, Resana e Vedelago, che mantengono tutti la loro identità ma insieme hanno polizia locale e protezione civile, oltre ai servizi sociali. Inoltre l’unione è voluta a livello politico amministrativo e non per volontà popolare. "Non bisogna confondere unione con fusione - ha detto - : con l'unione infatti i municipi e i sindaci restano separati, ma i risparmi si vedono solamente con pazienza e molto a lungo termine. E' utile soprattutto per grandi numeri di popolazione (questa unione raduna ben 50 mila abitanti) e va vista come un efficientamento del servizio (vigili urbani ad esempio), soggetto però alle decisioni strettamente politiche degli amministratori, che possono facilmente recedervi". 

Voce fuori del coro quella di Riccardo Szumski, autonomista convinto, per il quale le precedenti sono situazioni che possono precipitare mentre sarebbe opportuna quella scelta definitiva che deve partire dalla gente, ma che richiede molta difficoltà, e tempo. Il sindaco sconsiglia vivamente l'unione perché troppo soggetta alle decisioni politiche dei singoli sindaci aderenti, che possono recedere dal patto quando vogliono, e della fusione fa notare una cosa: il fatto che le attuali leggi statali e regionali che sovvenzionano gli accorpamenti siano solo temporanee e rappresentino un'entrata straordinaria per le casse comunali evidenzia come il problema cardine non sia la fusione, ma la trattenuta delle tasse e delle risorse.

Nel suo intervento Vincenzo Traetta, sindaco di Cappella Maggiore ha espresso a sua volta totale favore all'idea di fusione, a differenza di altre posizioni in cui l'amministrazione comunale non era troppo convinta del progetto di fusione visto come un modo per "moltiplicare le debolezze", mentre Larry Pizzol, sindaco di Sarmede ha ribadito l'opportunità di fusione, pur evidenziando che sarà comunque un processo lungo da attuare. Mancava invece a sorpresa il sindaco di Fregona Laura Buso, già dichiaratasi favorevole all'idea di fusione.

Per quanto riguarda gli organizzatori di Nuova Voce: "Siamo contenti delle dichiarazioni delle amministrazioni di Sarmede e Cappella Maggiore, sicuri che solo unendo almeno le forze e le volontà dei tre sindaci sia il percorso da seguire per ottenere di più per il territorio a livello di cultura, turismo, trasporto pubblico, risorse dalla provincia o dalla Regione". 

La sala del centro sociale era davvero strapiena di cittadini interessati: "Ma grazie ai relatori sono emersi pro e contro delle diverse opportunità, e in particolare della fusione comunale, con cifre opportunamente snocciolate. – dicono i giovani - In tutto questo il problema principale è e resta la possibilità di trattenuta fiscale degli enti locali. Ora il pallino passa esclusivamente alla politica e alla capacità e volontà delle amministrazioni di trovare una convergenza costruttiva, che noi auspichiamo soprattutto in campo turistico, culturale e dei servizi essenziali per cominciare".

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(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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