Libertà di stampa? La conosce il 9% dell’umanità

• Almeno 700 i giornalisti assassinati negli ultimi 10 anni a livello globale (80 nel 2018) sono indice di una violenza senza precedenti, secondo Reporter senza frontiere (Rsf) nel 17° Rapporto sulla libertà di stampa 2019.

• La democrazia è tale anche perché ai cittadini è garantito un accesso all’informazione trasparente, sicuro e affidabile. Secondo Rsf, solo il 9% circa della popolazione vive in Paesi in cui la libertà di stampa è pienamente riconosciuta o quasi. Con tale percentuale ci si riferisce, sostanzialmente, alle poche decine di milioni di persone che vivono soprattutto nel Nord Europa.

• Il 74% dell’umanità vive in regioni e nazioni in cui, invece, l’informazione è imbavagliata e i giornalisti minacciati. Parliamo di Cina (177° posto su 180), Russia, (149° posto), Brasile (150° posto), Arabia Saudita (172° posto), Egitto (163° posto), Libia (162° posto), Iran (170° posto), Messico (144° posto), India (140° posto), Corea del Nord (179° posto) e Turkmenistan (180° posto, l’ultimo al mondo).

• Ai primi posti per la libertà di stampa troviamo Norvegia, Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, Danimarca, Svizzera, Nuova Zelanda, Giamaica, Belgio e Costa Rica.

• La Germania è al 13° posto, al 18° il Canada, al 21° l’Australia, al 29° la Spagna, al 32° la Francia, al 33° la Gran Bretagna, al 43° l’Italia, al 48° gli Stati Uniti (che perdono 3 posizioni dall’anno passato).

• Le grandi città, tra cui Roma, e le terre del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia) continuano a essere territori difficili e pericolosi per i giornalisti. Inoltre la normativa penale sulla diffamazione e i reati a mezzo stampa rimane tra le più severe d'Europa.

 

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