Falso made in Italy, assist dalla Corte Ue

• Secondo il diritto comunitario, l'uso di segni figurativi, anche paesaggistici, che fanno riferimento all'origine di un prodotto alimentare Dop può costituire un'evocazione illegale del marchio. Lo ha stabilito la Corte europea di giustizia in un caso che tocca da vicino il falso "parmesan" e altre iniziative ai limiti del plagio.
• La pronuncia riguarda il ricorso presentato dai produttori spagnoli del Queso Manchego Dop contro una società spagnola che commercializza formaggi non Dop con etichette che raffigurano un cavaliere somigliante a Don Chisciotte della Mancha su un cavallo magro e paesaggi con mulini a vento e pecore, molto simile al marchio della Fundación Consejo Regulador de la Denominación de Origen Protegida Queso Manchego (in pratica, il Consorzio di tutela del marchio) incaricata della gestione e della protezione della Dop in questione.
• La Corte considera che questi segni possono costituire l'evocazione di una denominazione registrata, ma starà al giudice nazionale decidere nel merito e cioè se gli elementi considerati evochino nella mente dei consumatori spagnoli l'immagine di una denominazione registrata.
• La sentenza segna un punto a favore dei 270 Consorzi di tutela italiani, che rappresentano 863 indicazioni geografiche per un valore produttivo che supera € 15,2 miliardi e conta 197.000 operatori occupati. La DOPeconomy ha superato il 20% del valore dell’agroalimentare italiano.
• Il logo "parmesan", per esempio, è impiegato ufficialmente in etichetta da colossi mondiali del settore: autorevoli stime indicano che la produzione supera quella del vero Grana Padano e Parmigiano Reggiano.


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