Termosifoni accesi: gli acari sono in agguato

È iniziata la stagione dell'allergia agli acari della polvere, tanto piccoli quanto insidiosi. Abbiamo raccolto i consigli degli esperti per non andare incontro a riniti, congiuntiviti o attacchi di asma.

Per l’allergico agli acari della polvere l’autunno e l’inverno sono stagioni complicate. L’accensione dei riscaldamenti favorisce la formazione della polvere e, di conseguenza, proliferano le colonie di acari, tra i principali responsabili delle allergie. Per semplificare la vita degli allergici, la strada è quella della corretta pulizia di alcuni spazi e tessili della casa più soggetti a ospitare questi microscopici invertebrati.

Gli acari ci sono durante tutto l’anno, ma il picco di concentrazione si raggiunge a inizio inverno e a febbraio, quando si tende ad aprire meno le finestre e ad accendere di più i termosifoni, così la casa si trasforma in un habitat perfetto per questi esseri microscopici sorgente di allergeni.

Le insidie degli acari

“È relativamente recente la scoperta di alcune specie di acari come principali agenti responsabili dell’allergia alla polvere domestica. Si era osservato - spiega una nota di Arpa Veneto, l’Agenzia per la prevenzione e protezione ambientale - che la polvere della casa era in grado di causare sintomi di raffreddore e di asma bronchiale simili a quelli provocati dai pollini, ma solo nel 1967 si dimostrò che il potere allergenico della polvere ambientale era dovuto quasi esclusivamente agli acari, che sono artropodi della classe degli aracnidi, in pratica cugini degli insetti, con 8 zampe invece di 6”.

Gli acari sono invisibili a occhio nudo (misurano un quarto di millimetro), ma si possono vedere al microscopio ottico. Vivono nella polvere e soprattutto nei materassi, cuscini, imbottiture dei letti e trapunte, dove si creano le condizioni più favorevoli per prosperare e riprodursi al riparo dalla luce, a temperature tra i 15°C/30°C e in un ambiente umido.

“Gli acari della polvere non mordono, ma se inalati sono una delle più frequenti cause di sintomi a carico dell’apparato respiratorio (naso e bronchi). I disturbi - si legge nella nota di Arpa Veneto - si manifestano solo nei soggetti che a essi sono allergici, mentre sono innocui per tutti gli altri. Chi è allergico deve fare attenzione anche a un’eventuale reazione crociata con alimenti, come le lumache di terra e di mare e i crostacei, infatti se assumendo questi cibi si avverte gonfiore o prurito alle labbra o al cavo orale, è bene non mangiarli”.

Cosa fare contro gli acari

Accanto alle terapie specifiche per naso o bronchi si possono mettere in atto una serie di accortezze per rendere difficile la vita agli acari. Assosalute - l’Associazione nazionale farmaci di automedicazione - consiglia di:

- pulire i termosifoni prima dell’accensione dei riscaldamenti, non solo per salvaguardare la loro resa termica, ma anche per mantenere in casa una buona qualità dell’aria, così da evitare allergie soprattutto se si soffre di problemi respiratori;
- rivestire i materassi e i cuscini, presenti nella camera da letto con fodere anti-acaro, fatte di tessuto a trama fitta, impenetrabile agli acari;
- usare di frequente l’aspirapolvere su materassi e cuscini, anche se spesso
garantiti come “antiallergici” o “antiacaro” possono venire comunque colonizzati dagli acari, seppur lentamente;
- limitare al minimo la presenza di tappeti, piumini, poltrone imbottite e peluche;
- arieggiare spesso le stanze anche se fuori fa freddo, basta spalancare solo 3 minuti le finestre per un ricambio d’aria completo;
- acquistare l’aspirapolvere dotato di filtri antiacaro, che impediscono la diffusione nell’aria degli allergeni;
- eliminare la polvere con frequenza;
- al momento delle pulizie, è bene utilizzare un panno umido così da non disperdere la polvere nell’ambiente e, quindi, gli allergeni;
- lavare una volta la settimana a 60°C tutta la biancheria da letto: gli acari sopravvivono a temperature inferiori;
- esporre all’aria e al sole cuscini e coperte.

I “no” che combattono gli acari

Ci sono alcune rinunce da fare per non avere problemi con gli acari. In primis, il fumo di sigaretta va sempre evitato, nessun individuo allergico dovrebbe fumare.
Il superfluo nell’arredamento della stanza da letto andrebbe evitato, a favore di pochi mobili, possibilmente lisci, ben sollevati da terra e facili da pulire. No a letti imbottiti, suppellettili, cabine armadio, moquette, carte da parati, tende pesanti e paralumi perché sono un ricettacolo di polvere e dunque di acari.

Nella stanza dei bambini bisogna adottare lo stesso principio: ridurre all’essenziale la quantità di giocattoli, libri e soprammobili. Sono da preferire i giochi facili da pulire (legno, plastica, metallo), mentre i peluche accumulano acari con facilità; per non privare il bambino del suo compagno preferito si consiglia di riporlo nel freezer per una notte, così da uccidere gli acari, e di lavare il peluche a 30° una volta al mese.

L’habitat favorevole agli acari

Gli acari vivono al meglio nei luoghi dove si accumula la polvere, che gli fornisce nutrimento e riparo.

Al pari degli altri dermatofagoidi (cioè i mangiatori di pelle) gli acari si alimentano di scaglie di pelle umana e cuoio capelluto, miceti che crescono sulla pelle umana, muffe, corpi e frammenti di insetti, batteri, insomma tutti elementi che abbondano nella polvere domestica.

Quest’ultima, infatti, è formata da una miscela di polveri organiche (forfore e peli animali, frammenti e secrezioni di insetti, spore di muffe, fibre vegetali, residui alimentari e così via) e di sostanze inorganiche (polveri minerali contenenti carbonio e silicio). Considerando che la concentrazione di acari può variare da 10 a 1.000 e più per ciascun grammo di polvere, per prevenire le allergie agli acari è quindi fondamentale evitare i ristagni di polvere.

Sintomi dell’allergia

I sintomi principali dell’allergia agli acari della polvere sono di tipo respiratorio, con rinite allergica, congiuntivite e asma. A questi si aggiungono altri fastidi più o meno ricorrenti come naso chiuso, che prude o che cola con relativa secrezione acquosa e biancastra, starnuti frequenti, tosse secca, prurito al palato e alla gola, difficoltà a respirare bene, senso di leggera oppressione al petto e disturbi del sonno provocati dalla cattiva respirazione.

Autore: Anna Simone

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