La mente in cucina: i benefici del cibo sul nostro benessere

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene” (Virginia Woolf).

Quanto è importante mangiare bene? E quanto mangiare bene è utile per la nostra mente?

Come tutti sappiamo il cibo è indispensabile per vivere, non sempre però ci ricordiamo che il cibo stimola anche le nostre emozioni influenzando i nostri stati d’animo e il nostro umore. Attraverso il cibo abbiamo imparato a conoscere il mondo; i sapori che man mano abbiamo conosciuto ci hanno permesso di apprendere sensazioni che ci facevano stare bene o che ci contrariavano, mettendoci di buon o cattivo umore.

La vita frenetica di oggi ci porta a trascurare l’influenza del cibo sulla nostra mente, dimenticandoci che il nostro livello di attenzione e la nostra serenità dipendono spesso anche da quello che mangiamo. Questo non vuol dire che dobbiamo mangiare a dismisura, ma che è importante dedicare tempo alla scelta del cibo e a tutto quello che vi ruota intorno, compreso il cucinare o organizzare cene per i nostri amici.

I lati positivi di cucinare
Cucinare aiuta a distrarci e, al pari della ginnastica per il corpo, può essere una “ginnastica per la mente”, che permette sia di prenderci cura di noi sia di spostare l’attenzione sugli altri. Prenderci cura di noi perché attraverso l’attenzione a cosa mangiamo e beviamo dedichiamo del tempo a noi stessi e impariamo a conoscerci meglio. Prendersi cura degli altri perché cucinando per loro pensiamo al loro benessere, e questo viene percepito dai nostri ospiti automaticamente, senza bisogno di ulteriori parole.

Inoltre dedicare del tempo a come organizzare una cena, alla scelta degli ingredienti, a come apparecchiare la tavola ci aiuta ad esprimere la nostra creatività, e se poi la cena va bene anche la nostra autostima ne esce rafforzata. Non a caso negli ultimi anni sta sempre più diffondendosi la pratica del cucinare insieme come attività di team building, di costruzione del gruppo, di raggiungimento di un risultato condiviso attraverso la libera espressione creativa di ciascuno.

Mangiare insieme
Mangiare insieme rafforza invece le nostre relazioni, ci consente di consolidare o costruire amicizie che durano nel tempo perché pranzando insieme condividiamo emozioni legate a istinti primordiali, alla sopravvivenza. Attraverso la condivisione dei gesti del mangiare e del bere aggiungiamo la corporalità alle parole, vivendo insieme un’esperienza che non è solo lessicale e che proprio per questo rimarrà scolpita nella nostra memoria.

Non a caso a tavola si fanno comunicazioni importanti, dalle richieste di matrimonio agli accordi commerciali, dalle confidenze intime agli accordi politici e così via, per non citare esempi più lontani nel tempo di “ultime cene” che hanno cambiato il mondo.

In una società che sta sempre più orientandosi verso una comunicazione virtuale è molto importante dare valore al momento del cibo in quanto momento che consente alla persone di avvicinarsi e di conoscersi su un piano più emozionale, di sensazioni... è un momento a cui non possiamo rinunciare perché il nostro corpo lo richiede, senza cibo non potremmo sopravvivere al pari dell’aria per respirare, quindi sfruttiamo al massimo questa opportunità e condividiamo questo momento con gli altri, mettendo la “mente” nella nostra cucina.

Cibo e colori
E non dimentichiamo i colori: il cibo influenza la nostra mente anche attraverso i suoi colori. La preferenza dei colori è personale, alcuni ci attraggono e altri non ci piacciono, però inevitabilmente il nostro umore viene contagiato e scegliamo certi cibi anche in base al loro colore.
Al di là delle singole preferenze individuali l’abbinamento colore/emozione presenta delle costanti, e non pochi chef studiano con attenzione la composizione cromatica dei loro piatti proprio per rendere più convincenti le loro creazioni culinarie.

E' stato provato che alcuni colori, quali ad esempio il rosso e il giallo stimolano l’appetito mentre altri, come il blu o il viola, lo inibiscono. Da sempre il verde è il colore della natura e il bianco il colore del latte, il nero ci rende più seri e l’arancione ci carica.

Lasciamoci quindi andare nel creare piatti emozionanti, iniziando dall’osservare i colori al mercato come se fosse la prima volta che li vediamo e curiamo la presentazione delle nostre pietanze per stupire gli altri, emozionandoli e emozionando noi stessi.

Autore: Emanuela Barreri